Italiano PAU 2026
Examen · convocatoria ordinaria (modelo 2) · Cataluña
Examen con soluciones de Italiano – PAU 2026, convocatoria ordinaria – modelo 2
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Enunciado del examen en texto
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2026 Proves d’accés a la universitat
Llengua estrangera Italià Sèrie 5 - A
Espai per a la correcció Qualificació
Espai per a la revisió Comprovació
2a correcció
Comprensió oral Comprensió escrita Expressió escrita Suma de notes parcials Qualificació final
Etiqueta de qualificació
Etiqueta de correcció
Etiqueta de l’estudiant
Ubicació del tribunal ..................................................................................
Número del tribunal ....................................................................................
L’esame è costituito da TRE parti. Le due prime valgono 3 punti ciascuna; la terza, 4 punti.
Nelle due prime parti (Comprensione orale e Comprensione del testo) dovete rispondere a una serie di domande (rispettivamente, otto risposte chiuse e sei risposte aperte).
Nella terza parte (Espressione scritta) dovete scrivere una redazione a partire da UNO dei due temi proposti.
Leggete attentamente le indicazioni che si danno specificamente per ogni parte dell’esame.
Parte 1: Comprensione orale VIVERE DA CRISTIANI IN UN MONDO NON CRISTIANO:
L’ESEMPIO DEI PRIMI SECOLI. INTERVISTA A LEONARDO LUGARESI Nel documento che state per ascoltare c’è un termine che forse non conoscete. Imparatelo prima di ascoltare la registrazione:
fardello: Peso, carico grosso e pesante da trasportare.
E adesso…
1. Avete tre minuti di tempo per leggere i seguenti enunciati e le relative risposte. Domande e risposte si riferiscono sempre e solo alla registrazione.
2. Ascoltate per la prima volta la registrazione audio e completate gli enunciati con UNA sola delle quattro risposte proposte, segnandola con una croce [X].
3. Avete due minuti per rileggere le vostre risposte. Poi ascoltate la registrazione per la seconda e ultima volta.
DOMANDE Per ciascuna delle domande seguenti, scegliete la risposta giusta. Attenzione: soltanto UNA risposta è corretta.
[3 punti: 0,375 punti per ogni risposta giusta; –0,125 punti per ogni risposta sbagliata. Non rispondere non comporta, invece, alcuna diminuzione.]
Espai per a la correcció Correcta
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Incorrecta
No contestada
Oggi, il cristianesimo ■ non esiste più.
■ si mantiene vivo almeno in Italia.
■ si è trasformato in una religione diversa.
■ non è più una tradizione viva per la maggioranza.
Cosa manca oggi in relazione al cristianesimo?
■ I valori di un tempo.
■ La sincerità della fede.
■ La comprensione di ciò che significa.
■ Un ambiente più propizio.
Nella società greco-romana della prima età imperiale ■ il cristianesimo apparve in un contesto non cristiano.
■ anche per i cristiani i segni del cristianesimo erano incomprensibili.
■ i riferimenti alla fede cristiana erano proibiti.
■ i primi cristiani non sapevano interpretare il contesto sociale.
I dati a disposizione rispetto al numero dei primi cristiani ■ mostrano che il cristianesimo era forte e attivo.
■ sono probabilmente falsi.
■ sono troppo scarsi per trarne conclusioni.
■ dimostrano che il cristianesimo fu un movimento aristocratico.
I gruppi minoritari tendono ■ a lasciarsi assimilare dal contesto.
■ ad assimilarsi al contesto oppure a isolarsi dal contesto.
■ a presentare diversi gradi di assimilazione al contesto.
■ ad assimilarsi al contesto fino alla radicalità.
Il cristianesimo ■ rifiutò i suoi debiti verso la cultura greco-romana.
■ s’infiltrò come una società segreta nella società imperiale.
■ né si assimilò completamente né praticò la separazione.
■ fu incapace di integrarsi nella vita imperiale e la fece cambiare.
Qual è il fattore di successo del cristianesimo segnalato nella registrazione come uno dei principali?
■ La sua forte crescita demografica.
■ La sua decisa opposizione alla cultura romana dello spettacolo.
■ La sua resistenza all’assimilazione culturale.
■ La sua presenza dinamica nella società imperiale.
La condizione dei primi cristiani è assimilabile alla società europea contemporanea in quanto ■ la società europea è di nuovo una società pagana.
■ il cristianesimo ha oggi, come allora, un’influenza minoritaria.
■ oggi, come allora, esiste un’ostilità diffusa contro il cristianesimo.
■ la fede in comune è la stessa.
Correctes Incorrectes No contestades
Recompte de les respostes Nota de comprensió oral
Parte 2: Comprensione del testo PER UN ANIMALISMO DEMOCRATICO Uno dei fattori che contribuiscono in misura maggiore a edificare una attenzione all’individuo, ai suoi interessi e ai suoi diritti, è la scoperta, per così dire, dei sentimenti come dato moralmente e giuridicamente rilevante. Le società democratiche che si sviluppano e prosperano dopo la tragedia delle due guerre mondiali riprendono e rinnovano quei valori e li connettono con nuovi ideali di giustizia e di eguaglianza. Nella seconda metà del xx secolo, soprattutto a partire dagli anni sessanta e settanta, le società democratiche conoscono quello che può essere definito un vero e proprio processo di riflessione su se stesse e iniziano un processo di democratizzazione, ossia un movimento di espansione del significato della vita democratica.
È in questo contesto che si sviluppa la visione contemporanea dell’animalismo, quella che coincide, nel 1970, con la invenzione di un concetto, lo specismo, che classifica la discriminazione nei confronti degli animali. Peter Singer, uno dei filosofi che più ha lavorato a partire da questo concetto, afferma che il riconoscimento morale e giuridico degli animali è una questione di giustizia, proprio come lo sono le lotte contro la discriminazione razziale o quella sessuale. Il fatto che un individuo sia capace di soffrire è una ragione per considerare i suoi interessi in modo uguale e non discriminatorio, indipendentemente dal colore della sua pelle, dal suo genere e dal suo orientamento sessuale e — questa è la novità dell’antispecismo — dalla sua specie.
L’animalismo democratico prende sul serio la collocazione della questione animale nel contesto della vita democratica, ritiene che una democrazia prospera debba riflettere anche sul trattamento degli animali non umani.
Testo adattato da Simone Pollo. «Manifesto per un animalismo democratico». Letture.org [on line]
Rispondete alle domande indicate qui sotto. In alcuni casi, per rispondere alle domande dovrete riprendere parole o segmenti di frasi del testo; in altri casi, invece, la risposta dovrete elaborarla voi senza ricopiare in nessun caso intere frasi del testo. Ricordate che le domande si riferiscono tutte soltanto al testo.
[3 punti: 0,5 punti per ogni risposta adeguata. Gli errori ortografici e grammaticali possono comportare una penalizzazione
di fino a –0,3 punti sul voto globale di questa parte dell’esame. Le risposte non comprensibili verranno considerate non
valide.]
1. Con quale parola del testo si vuole significare che viene avvertita per la prima volta la importanza di qualcosa (di qualcosa che già si conosceva)?
2. Scrivete accanto a ciascuno dei verbi proposti il numero che corrisponde alla definizione giusta (1, 2 o 3); in seguito, indicate quale delle tre definizioni è più vicina al significato dato a edificare nel testo.
1. Approfondire, incrementare, potenziare.
■ fondare
2. Rendere solido, stabile; rafforzare.
■ sviluppare
3. Istituire, costruire, impiantare.
■ consolidare Delle tre definizioni, la più vicina al significato di edificare nel testo è quella del verbo ______________.
3. A che cosa si allude nel testo con quei valori? Qual è il suo antecedente nel testo?
4. Quale forma verbale coniugata viene usata nel testo con il significato di «dare nome, catalogare»?
5. A che cosa si fa riferimento nel testo con il concetto di specismo? Si tratta di un concetto discriminatorio oppure inclusivo?
6. Perché il testo considera l’animalismo nella prospettiva della vita democratica?
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Penalizzazione per errori ortografici o grammaticali Voto della comprensione del testo
Parte 3: Espressione scritta Scrivete una redazione tra le 125 e le 150 parole su UNO dei temi qui proposti:
[4 punti]
1. Spiegate con le vostre parole la posizione del testo sulla questione dell’animalismo e poi commentatela, manifestando se siete d’accordo o meno. Ragionate i vostri argomenti e ricordate che non potete copiare frasi intere del testo.
2. Qual è la vostra posizione nei confronti della religione (o delle religioni, in generale)?
Spiegatelo in una lettera a un ipotetico vostro amico/amica che abbia un punto di vista del tutto diverso dal vostro, cercando in ogni momento di essere persuasivi, sì, ma sempre rispettosi delle convinzioni altrui.
Competenza grammaticale Lessico Organizzazione e coerenza del testo Correttezza ortografica Voto dell’espressione scritta
Comprovació i 2a correcció:
3a correcció:
Etiqueta de l’estudiant
L’Institut d’Estudis Catalans ha tingut cura de la correcció lingüística i de l’edició d’aquesta prova d’accés.
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SÈRIE 5 Aquesta prova consta de tres parts, que valen, respectivament, 3, 3 i 4 punts.
La primera consisteix en un enregistrament oral en relació amb el qual cal respondre a vuit (8) preguntes d’opció múltiple. Cada resposta correcta val 0,375 punts; les respostes incorrectes detreuen 0,125 punts, mentre que les preguntes no contestades no comporten cap penalització.
La segona part de la prova avalua la capacitat de comprensió d’un text escrit breu. Cal respondre a sis (6) preguntes; les respostes, en aquest cas, han de donar-les els i les candidates.
L’ortografia es tindrà en compte només si és clarament incorrecta i podrà suposar una rebaixa en la qualificació global d’aquesta part de l’examen no superior a – 0,3 punts.
La tercera part és un exercici de redacció a partir de dues propostes, de les quals cal triar-ne una.
D’aquestes propostes, una fa referència al contingut de l’enregistrament oral i l’altra al contingut del text de la segona part de l’examen. En aquest tercer exercici es valoren la capacitat d’expressar-se amb coherència i claredat i la correcció gramatical, així com la riquesa i l’adequació del vocabulari; no s’hi aplica un descompte per cada falta d’ortografia, sinó que la correcció ortogràfica es valora en el seu conjunt i comporta una lleugera rebaixa en la puntuació total de l’exercici (fins a 0,7 punts).
La qualificació mínima per a aprovar l’examen és de 5 punts en la suma de les tres parts.
Els criteris generals d’avaluació de la matèria Italià es troben a:
https://universitats.gencat.cat/ca/pau/materies-pau/italia/
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Part 1. Comprensió oral / Comprensione orale
VIVERE DA CRISTIANI IN UN MONDO NON CRISTIANO: L’ESEMPIO DEI PRIMI SECOLI.
INTERVISTA A LEONARDO LUGARESI — Professor Lugaresi: cosa significava essere cristiani nella società romana dei primi secoli dopo Cristo?
Noi viviamo in un mondo non più cristiano, dal quale è scomparso quello che si potrebbe definire il «cristianesimo ambientale»: l’ambiente in cui viviamo, almeno in Italia, è ancora pieno di elementi e segni del cristianesimo, che però sono diventati ormai indecifrabili per la grande maggioranza delle persone, perché si è ormai interrotta la tradizione che trasmetteva quei segni — e, con i segni, il sapere necessario per interpretarli. Invece, nella società greco-romana della prima età imperiale, essere cristiani significava vivere in un ambiente totalmente privo di riferimenti alla fede che i cristiani professavano, in un contesto sociale completamente alieno e almeno potenzialmente ostile.
C’è poi il problema del numero dei cristiani: per comprendere storicamente un fenomeno si deve avere almeno l’idea delle sue dimensioni. I pochi dati disponibili ci portano a pensare che nel secolo I i cristiani fossero poche migliaia, disseminati in piccole comunità distribuite irregolarmente soprattutto nella parte orientale dell’Impero, e collegate tra loro nel modo sporadico e limitato che le comunicazioni di allora permettevano. Poco più di due secoli più tardi, agli inizi del secolo IV — quando si compie la cosiddetta «svolta di Costantino» —, i cristiani costituivano ormai intorno al 10 o 15% sul totale della popolazione dell’impero romano, stimato intorno ai 60 milioni di persone.
Quindi, erano un gruppo ancora minoritario, ma culturalmente forte e socialmente molto attivo.
— Quale rapporto avevano i primi cristiani con la società romana?
Di solito, un gruppo minoritario ha due modi di comportarsi. Può lasciarsi assimilare più o meno lentamente dal contesto, cioè assumere progressivamente le sue pratiche e, in una certa misura, anche le sue credenze, e conservare, alla fine di tale processo, solo qualche tratto distintivo limitato alla sfera strettamente religiosa. Oppure, all’opposto, proprio per reagire al pericolo di «dissolvere» la propria identità, può stare sulla difensiva, accentuare i tratti identitari più dissonanti e limitare drasticamente i rapporti con il mondo esterno, al quale si oppone in modo radicale, sino ad arrivare in certi casi a forme di vera e propria secessione. È evidente che il cristianesimo primitivo non si sia assimilato all’ambiente pagano, dal momento che ha profondamente cambiato il mondo antico: anche se ha tanti debiti verso la cultura greco-romana, il cristianesimo è profondamente diverso da essa, e nel corso dei secoli ha dato vita al Medio Evo. D’altro canto, però, il cristianesimo non praticò mai neanche una «cultura della separazione» dalla società imperiale romana, ma piuttosto una cultura dell’incontro e del «dialogo critico». I cristiani entrarono in ogni settore della vita sociale e ne accettarono gli statuti e le regole, ma d’altra parte
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sottoposero ogni cosa all’esame di ciò che poteva essere compatibile con la propria fede. Quando si discute su quali siano stati i fattori più importanti del successo del cristianesimo, credo che uno dei principali sia il «dinamismo culturale» della loro presenza nella società.
— In quali ambiti maggiormente si misurava la distanza con la società romana?
I punti di contrasto erano molti, ma in particolare il mondo degli spettacoli, che aveva un’enorme rilevanza nella società greco-romana di età imperiale. Diversamente da come si sono comportati in altri campi, nei confronti del mondo degli spettacoli, dal teatro alle competizioni sportive e dei gladiatori, le autorità ecclesiastiche mantennero sempre un atteggiamento di rifiuto radicale, che andava decisamente contro le inclinazioni dei fedeli e contro gli interessi politici degli stessi imperatori, divenuti cristiani. Esaminata attentamente, quella linea di condotta svela un grado impressionante di elaborazione intellettuale del «problema dello spettacolo», capace di fornire anche a noi oggi, immersi come siamo in una «società dello spettacolo», elementi di riflessione.
…
Fuente oficial: Generalitat de Catalunya.