Italiano PAU 2025

Examen · convocatoria ordinaria (modelo 2) · Cataluña

Examen de Italiano – PAU 2025, convocatoria ordinaria – modelo 2

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Enunciado del examen en texto

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2025 Proves d’accés a la universitat

Llengua estrangera Italià Sèrie 4 - A

Qualificació

Comprovació

2a correcció

Comprensió oral Comprensió escrita Expressió escrita Suma de notes parcials Qualificació final

Etiqueta de l’estudiant

Ubicació del tribunal ..................................................................................

Número del tribunal ....................................................................................

Etiqueta de qualificació

Etiqueta de correcció

L’esame è costituito da TRE parti. Le due prime parti valgono 3 punti ciascuna; la terza, 4 punti.

Nelle due prime (Comprensione orale e Comprensione del testo) dovete rispondere a una serie di domande (rispettivamente, otto risposte chiuse e sei risposte aperte).

Nella terza parte (Espressione scritta) dovete scrivere UNA redazione a partire da due temi proposti.

Leggete attentamente le indicazioni che si danno specificamente per ogni parte dell’esame.

Parte 1: Comprensione orale INTERVISTA AL PROFESSOR GIANRICO CAROFIGLIO, AUTORE DEL LIBRO ELOGIO DELL’IGNORANZA E DELL’ERRORE Nel documento che state per ascoltare ci sono alcune parole che forse non conoscete.

Imparatele prima di ascoltare la registrazione:

sconfitta: Il contrario di vittoria.

successo: Risultato favorevole, positivo; riconoscimento, apprezzamento.

fallimento: Il contrario di successo.

sfida: Invito a confrontarsi in una competizione o in una prova di abilità o forza.

diventare: Passare da una condizione a un’altra; trasformarsi in qualcosa di diverso.

riflettere: Applicarsi con la mente, considerare con attenzione; pensare, meditare.

E adesso…

1. Avete tre minuti di tempo per leggere i seguenti enunciati e le relative risposte. Domande e risposte si riferiscono sempre e solo alla registrazione.

2. Ascoltate per la prima volta la registrazione audio e completate gli enunciati con UNA sola delle quattro risposte proposte, segnandola con una croce [X].

3. Avete due minuti per rileggere le vostre risposte. Poi ascoltate la registrazione per la seconda e ultima volta.

DOMANDE Per ciascuna delle domande seguenti, scegliete la risposta giusta. Attenzione: soltanto UNA risposta è corretta.

[3 punti: 0,375 punti per ogni risposta giusta; –0,125 punti per ogni risposta sbagliata. Non rispondere non comporta, invece, alcuna diminuzione.]

Espai per a la correcció Correcta

1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

8.

Incorrecta

No contestada

Secondo il professor Carofiglio, la nostra società ha fatto dell’errore uno stigma perché ■ è un marchio d’incompetenza.

■ il nostro ideale è quello del successo e la perfezione.

■ l’errore è qualcosa che vogliamo evitare a tutti i costi.

■ l’errore è percepito come qualcosa d’inquietante.

Il professor Carofiglio si chiede ■ quante volte dobbiamo fare lo stesso errore prima d’imparare.

■ se non sia preferibile l’errore al successo.

■ perché per imparare si deve per forza sbagliare.

■ se l’errore non consista proprio nel voler evitare l’errore.

Per il professor Carofiglio, una società che accetta l’errore è «più aperta e pronta ad affrontare il futuro» perché ■ avendo fatto degli errori, sa che, prima o poi, ne farà altri.

■ dare l’errore per scontato equivale a neutralizzare l’errore.

■ è meno esigente nei confronti dei propri cittadini.

■ tollera meglio le società che non accettano l’errore.

Che il valore dell’ignoranza dipende «dalla coscienza che abbiamo di questa condizione che ci riguarda tutti» significa che ■ solo possiamo avere la certezza della nostra ignoranza.

■ essere molto ignoranti è negativo.

■ essere coscienti che siamo ignoranti è positivo.

■ si vive meglio ignorando la propria ignoranza.

Secondo il professor Carofiglio, «siamo sommersi da informazione», per la qual cosa ■ la confusione può generare ignoranza.

■ dichiarare di non sapere è un atto vergognoso.

■ l’ignoranza può attribuirsi soltanto al disinteresse.

■ ciascuno può trovare la risposta che meglio gli conviene.

Per il professor Carofiglio, una «domanda sincera» è quella che ■ permette d’iniziare una conversazione.

■ ci espone al ridicolo.

■ dimostra la nostra ignoranza e ci apre agli altri.

■ si fa ingenuamente.

Secondo il professor Carofiglio, ogni errore contiene una lezione preziosa:

■ accettare i nostri errori ci fa più coraggiosi e capaci.

■ ogni errore è diverso da quello precedente.

■ la saggezza è riservata agli ignoranti.

■ i più ignoranti sono quelli che credono di sapere.

Per il professor Carofiglio, l’aneddoto del Post-it mostra bene ■ come fare passare un grosso errore per un grande successo.

■ che faremmo bene a dare pubblicità ai nostri errori.

■ che ogni grande scoperta nasce da un errore.

■ come da un fallimento può nascere una soluzione brillante.

Correctes Incorrectes No contestades

Recompte de les respostes Nota de comprensió oral

Parte 2: Comprensione del testo C’È UN LEGAME TRA FELICITÀ E SENSO DELL’UMORISMO In una ricerca del 2010, per otto settimane si è somministrato a un gruppo di anziani una «terapia umoristica» fatta di barzellette quotidiane, esercizi di risate, storie divertenti e così via. Un gruppo di controllo non ha ricevuto la stessa terapia. Alla fine dell’esperimento le persone nel primo gruppo riferivano di sentirsi più felici rispetto all’inizio nel 42 per cento dei casi. Erano per il 35 per cento più felici rispetto al secondo gruppo e avevano avvertito una diminuzione della sensazione di dolore e solitudine.

È importante, però, fare attenzione al tipo di umorismo che si consuma e si condivide.

L’umorismo può essere positivo se non è finalizzato a sminuire o danneggiare gli altri, o quando si ride di sé stessi. Può anche essere negativo se attacca gli altri o se viene usato per sminuire sé stessi.

L’umorismo positivo è associato all’autostima, all’ottimismo e alla soddisfazione nella vita, e a una diminuzione di depressione, ansia e stress. L’umorismo negativo segue uno schema contrario: può generare benessere nell’immediato, ma acuisce l’infelicità.

Essere divertenti però è l’unica dimensione del senso dell’umorismo che a quanto pare non accresce la felicità. In un esperimento del 2010 hanno chiesto alle persone di scrivere le didascalie di una serie di vignette in risposta a situazioni frustranti di tutti i giorni: si è scoperto che non esiste alcuna relazione significativa tra l’essere divertenti e la felicità o l’infelicità.

È la risata di per sé ad arrecare il grosso dei benefici dell’umorismo, e non necessariamente il far ridere gli altri. La risata inoltre funziona come un lubrificante sociale, facilitando le interazioni anche quando non c’è di mezzo alcun umorismo.

Testo adattato da Arthur C. Brooks. Internazionale.it [on line] (7 novembre 2021) didascalia: Indicazione sovrapposta alle immagini per chiarirle.

Rispondete alle domande indicate qui sotto. In alcuni casi, per rispondere alle domande dovrete riprendere parole o segmenti di frasi del testo; in altri casi, invece, la risposta dovrete elaborarla voi senza ricopiare in nessun caso intere frasi del testo. Ricordate che le domande si riferiscono tutte soltanto al testo.

[3 punti: 0,5 punti per ogni risposta adeguata. Gli errori ortografici e grammaticali possono comportare una penalizzazione

di fino a –0,3 punti sul voto globale di questa parte dell’esame. Le risposte non comprensibili verranno considerate non

valide.]

1. Cercate di dare una definizione di gruppo di controllo a partire da quanto se ne dice nel testo.

2. Nel testo c’è una forma verbale (un verbo coniugato) che ha un significato equivalente a quello del verbo percepire. Qual è?

3. Trovate nel testo la forma verbale (verbo coniugato) che si aggiusta alla definizione «avere in comune con altri, specialmente idee, stati d’animo e simili».

4. Che differenza c’è tra sminuire e ridere di?

5. Sapreste spiegare nelle vostre parole in che cosa è consistito il secondo esperimento del 2010?

6. Trovate nel testo un sinonimo di procurare, produrre.

1.

2.

3.

4.

5.

6.

Penalizzazione per errori ortografici o grammaticali Voto della comprensione del testo

Parte 3: Espressione scritta Scrivete una redazione tra le 125 e le 150 parole su UNO dei temi qui proposti:

[4 punti]

1. A partire da quanto si dice nel testo che avete letto, e a partire dalla vostra esperienza, che rapporto pensate che ci sia tra umorismo, leggerezza, ottimismo e, d’altra parte, tra severità, rigidità, pessimismo?

2. In che cosa consiste per voi avere successo nella vita? Che posto concedete all’errore e all’ignoranza nella vostra scala di valori? Riassumete le considerazioni che avete ascoltato nella registrazione a partire dalle vostre proprie opinioni.

Competenza grammaticale Lessico Organizzazione e coerenza del testo Correttezza ortografica Voto dell’espressione scritta

Comprovació:

2a correcció:

3a correcció:

Etiqueta de l’estudiant

L’Institut d’Estudis Catalans ha tingut cura de la correcció lingüística i de l’edició d’aquesta prova d’accés

Soluciones y criterios de corrección en texto

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SÈRIE 1 Part 1. Comprensió oral / Comprensione orale GIACOMO LEOPARDI: LE DONNE, GLI AMORI (adattato da Giacomo Leopardi. Le donne, gli amori, in letture.org) Giacomo Leopardi è uno dei più grandi poeti italiani. Nacque nel 1798 a Recanati, in provincia delle Marche, e morì a Napoli a soli 39 anni. Nacque da genitori nobili, il conte Monaldo Leopardi, uomo di grande cultura, conservatore e autoritario, e Adelaide Antici, donna austera e rigorosa.

Giacomo, il figlio primogenito, si rivelò molto presto un vero bambino prodigio. Ancora adolescente fu colpito da una malattia che gli rovinò la figura e la salute. Ora un libro studia il rapporto di Leopardi con le donne della sua vita.

Che rapporto ebbe Giacomo Leopardi con la madre, Adelaide Antici?

Il rapporto di Leopardi con la madre, se intendiamo un rapporto fatto di vicinanza, affetto, empatia, fu sostanzialmente inesistente. Ancora giovanissima — si sposò a soli 19 anni —, Adelaide Antici dovette incaricarsi del difficile compito di mettere in piedi la situazione finanziaria di casa Leopardi, a causa dei rovinosi investimenti del marito. Ebbe una vita piuttosto penosa, caratterizzata da parti, gravidanze, aborti, morti premature dei figli. Nei difetti fisici di Giacomo Adelaide vedeva la necessità che egli rinunciasse alla vita, alla gioventù, e si dedicasse al sacerdozio. Alla figlia Paolina, Adelaide appariva «ultrarigorista», «un vero eccesso di perfezione cristiana». In effetti, Adelaide appare come una donna sostanzialmente anaffettiva, che difficilmente poteva aver cura sufficiente della crescita e della formazione dei figli, in special modo di Giacomo, che aveva un’accentuata sensibilità e una grandissima intelligenza, e che avrebbe avuto bisogno di una madre affettuosa. Se poi si pensa che, durante tutti gli anni che Giacomo visse lontano da Recanati, la madre scrisse al figlio soltanto due volte, e non lettere, ma semplici biglietti, si può intuire quale rapporto si fosse stabilito tra loro.

Che sentimenti nutrì il poeta recanatese nei confronti della sorella Paolina?

Paolina fu una presenza preziosa nella vita di Giacomo. Infatti, non fu solo la sorella, ma anche la compagna di giochi, la confidente, la segretaria, la copista, e riserbò sempre per il fratello un profondissimo affetto, sempre ricambiato. Da parte sua, Giacomo non solo le confidava i sentimenti più intimi, ma interveniva per mitigare le delusioni e le sofferenze derivate dai mancati matrimoni. Anzi, spesso si impegnò per trovarle un marito, anche se inutilmente. E Paolina era contenta e entusiasta dei successi del fratello, che ella cercava di sostenere in tutti i modi. A lei Giacomo scrisse per dirle che aveva composto un canto, A Silvia, «come quelli di una volta», nel senso che si sentiva nel pieno del suo fervore compositivo come nei giorni migliori del passato. Ed è di Paolina il lutto più sentito e più sincero, il dolore più profondo per la morte di Giacomo, che continuerà a vivere nei suoi pensieri, tanto che si preoccupò moltissimo per la salvaguardia delle sue opere e si impegnò perché fossero pubblicate secondo le volontà del fratello. Quando le fu

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possibile viaggiare, volle visitare le città nelle quali Giacomo era vissuto, come Napoli, Firenze e Pisa — città, quest’ultima in cui Paolina morì, in un albergo sulla riva dell’Arno.

Teresa Fattorini ebbe una straordinaria importanza nella vita di Leopardi: non per un rapporto sentimentale tra i due, ma per aver provocato in lui quello stato emozionale e lirico da cui nacque Silvia, uno dei personaggi poetici più alti della poesia italiana: quale fu il rapporto del Leopardi con Teresa?

Teresa Fattorini ebbe un destino tragico: morì giovanissima, ma ha avuto in sorte un canto poetico che l’ha resa immortale. Infatti, dieci anni dopo la morte della ragazza, Giacomo, che allora si trovava a Pisa, in uno dei momenti di particolare intensità creativa, compose il canto, A Silvia, nel quale Teresa/Silvia viene immortalata e diventa uno dei più grandi miti poetici, quello della morte che tronca il destino dei giovani proprio mentre stanno per realizzare i loro sogni, i sogni della giovinezza, il tempo delle illusioni che muoiono nello scontro con la realtà che le distrugge. Un mito grandissimo, quindi, e perciò appare strano come tra il Leopardi e Teresa non vi sia stato mai alcun rapporto, neanche di semplice conoscenza, ma soltanto qualche sguardo da balcone a balcone. Le dolorose condizioni di quella povera ragazza, morta nel fiore degli anni, fu invece incentivo alla fantasia di Giacomo per creare uno dei più bei ritratti delle sue poesie.

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Clau de respostes:

Soltanto UNA risposta è corretta.

[3 punti: 0,375 punti per ogni risposta esatta; –0,125 punti per ogni risposta sbagliata. Non rispondere non comporta, invece, alcuna diminuzione.]

1.

ebbe una malattia molto grave.

2.

dovette amministrare i beni del marito.

3.

non dimostrava i suoi sentimenti.

4.

e il fratello Giacomo erano legati da grande affetto.

5.

consolava la sorella, che non trovava marito.

6.

visitò diverse città italiane e morì a Pisa.

7.

La ragazza alla quale s’ispira Leopardi per scrivere A Silvia.

8.

La giovinezza che si estingue prematuramente.

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Part 2. Comprensió escrita / Comprensione del testo L’objectiu d’aques exercici és avaluar la comprensió lectora; per tant, les preguntes es refereixen sempre i només al text (en cap cas es demana de donar una opinió personal). Per tal de respondre adequadament, cal saber seleccionar la informació correcta i entendre els enunciats de les preguntes sobre el text.

Totes les preguntes són obertes: algunes consisteixen en indicar només una paraula o un sintagma, mentre que altres demanen una resposta més elaborada, i admeten diferents formulacions: per tant, les respostes que aquí es suggereixen no les esgoten totes. En qualsevol cas, les respostes han de ser, a més d’adequades, intel·ligibles, tant pel que fa al contingut com a l’expressió.

Les preguntes són 6 i es puntuen amb 0,5 punts cadascuna.

LA MIA INFANZIA POST-SOVIETICA

1.

La risposta giusta potrebbe venire espressa, ad esempio, in questi termini (o in un modo simile):

Dal rumore che la narratrice e sua sorella facevano quando erano a casa (e che era ciò che probabilmente impediva al padre di dormire).

2.

La risposta giusta potrebbe venire espressa, ad esempio, in questi termini (o in un modo simile):

Dopo (nel secondo paragrafo la narratrice non ha ancora cominciato l’elementare, e nel terzo paragrafo ormai va a scuola).

3.

«L’ involucro protettivo migliore per l’uomo post-sovietico degli anni novanta era probabilmente l’infanzia».

4.

Essere grato (a).

5.

Sovrappiù.

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6.

La risposta giusta potrebbe venire espressa, ad esempio, nei termini qui sotto proposti (o in altri termini simili):

I bambini che frequentavano la scuola avevano una patria comune ma provenivano dalle diverse repubbliche sovietiche. L’amicizia tra i bambini rappresenta l’amicizia tra queste repubbliche.

Quando queste cominciano a diventare indipendenti, si allontanano dalla patria comune, che si perde.

Pàgina 6 de 6 Italià Proves d’accés a la Universitat 2025, convocatòria ordinària. Criteri específic d'avaluació Part 3. Expressió escrita / Espressione scritta

Es tracta d’escriure un text personal, el tema del qual cal triar-lo a partir de dues propostes, que fan referència al contingut de l’enregistrament de la primera part de l’examen i del breu text escrit de la part segona. La puntuació màxima d’aquesta part és de 4 punts, i allò que s’avalua és la capacitat d’expressar-se amb coherència i d’una manera gramaticalment correcta.

Atenció: si el text no s’adequa al tema proposat, la pregunta es considerarà no contestada.

Els criteris que es valoren són els següents:

Morfologia i sintaxi (sobre un total de 2 punts):

Ús correcte i apropiat de les estructures gramaticals des del nivell del sintagma al de la frase; correcció i varietat dels connectors emprats.

Varietat i complexitat de les estructures emprades.

Ús correcte de la puntuació.

Lèxic (sobre un total d’1 punt): riquesa i adequació lèxica.

Elaboració discursiva (sobre un total d’1 punt):

Coeherència en l’estructura del text.

Argumentació raonada de les idees, exposició clara del pensament i ús d’un registre adequat.

Si la redacció no s’adequa al tema proposat, es considerarà que la pregunta no ha estat contestada.

Correcció ortogràfica: es valorarà positivament que, en el seu conjunt, l’ortografia sigui correcta.

Fuente oficial: Generalitat de Catalunya.

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